Majakovskij

Vladimir Vladimirovič Majakovskij (1893 – 1930)
Nato a Bagdadi (poi Majakovskij) in Georgia, figlio di un guardiaboschi, orfano a soli sette anni, ebbe un'infanzia difficile e ribelle (vedi in Wikipedia).
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Nel lavoro poetico vi sono soltanto alcune regole generali che consentono di cominciare. Del resto, sono anch'esse puramente convenzionali. Come negli scacchi. Le prime mosse sono quasi sempre le stesse. Ma poi, sin dalla mossa che segue, si comincia ad ordire un attacco inedito. Neanche la mossa più geniale può essere ripetuta, in una situazione identica, nella partita successiva. Solo una mossa imprevista disorienta l'avversario.
Proprio come le rime impreviste in poesia.
Quali elementi sono indispensabili per dare inizio al lavoro poetico?

Primo. La presenza, nella società, di un problema la cui soluzione è concepibile soltanto con un'opera poetica. L'ordinazione sociale. (Tema interessante per uno studio specifico: discrepanze tra l'ordinazione sociale e quella pratica).
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Secondo. La conoscenza esatta o, meglio, la percezione delle aspirazioni della propria classe (o del gruppo che si rappresenta) riguardo al problema dato, ossia un orientamento finalistico.
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Terzo. Il materiale. Le parole. L'ininterrotto arricchimento dei depositi, dei magazzini del proprio cranio con parole necessarie, espressive, rare, inventate, rinnovate, derivate e d'ogni altro genere.
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Quarto. L'attrezzatura dell'officina e gli strumenti di produzione. Penna, matita, macchina per scrivere, telefono, un vestito per pernottare al dormitorio pubblico, una bicicletta per recarsi in redazione, una scrivania ben organizzata, un ombrello per scrivere sotto la pioggia, una superficie abitablile dove percorrere quel dato numero di passi ch'è necessario al lavoro, il collegamento con una agenzia di ritagli per l'invio del materiale sulle questioni che interessano la provincia, ecc., ecc., nonché la pipa e le sigarette.
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Quinto. Le abitudini e i procedimenti di lavorazione delle parole, infinitamente individuali, che si acquisiscono dopo anni di lavoro quotidiano: rime, misure, allitterazioni, immagini, abbassamenti di stile, enfasi, finali, titoli, forme grafiche, ecc., ecc..  
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Esempio: il mandato sociale esige che si forniscano parole per le canzoni dei soldati rossi in partenza per il fronte di Pietroburgo. Orientamento finalistico: sbaragliare Judenic. Materiale: il lessico soldtesco. Strumenti di produzione: un mozzicone di matita. Procedimento: lo stornello rimato.
(1926. Ripreso da: Vladimir Majakovskij, Poesia e rivoluzione, Editori Riuniti, 1968)

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Dietro una donna
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Spostato su col gomito un lievito di nebbia,
colava biacca da una fiasca nera
e a briglia sciolta nel cielo
canuto e greve caracollava fra le nuvole.
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Nel fuso rame di case stagnate
a stento si contengono i tremiti delle vie,
stuzzicati da un rosso mantello di lussuria,
i fumi diramavano le corna dentro il cielo.
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Cosce-vulcani sotto il ghiaccio delle vesti,
messi di seni mature già per il raccolto.
Dai marciapiedi con ammicchi malandrini
frecce spuntate insorsero gelose.
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Stormo che a un colpo di tacco si levi a volo nel cielo
preghiere di altezze presero al laccio Iddio:
Con sorrisi da topi lo spennarono
e beffarde lo trassero per la fessura d’una soglia.
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L’Oriente in un vicolo le scorse,
più in alto risospinse la smorfia del cielo
e il sole dalla nera borsa strappato fuori
pestò con cattiveria le costole del tetto.
(1913. Tratto dal sito: http://thejackspage.spaces.live.com/blog/cns!F32DE3952BDE3BC8!739.entry visitato il 2-1-2011)

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